Aliano: luoghi e visioni da “La luna e i calanchi”

Notizie dalla Redazione

Anche quest’anno ad Aliano (MT) si è svolto il Festival della paesologia “La luna e i calanchi”. Qui centinaia di persone si incontrano per abitare un angolo di mondo apparentemente abbandonato. Ma cos’è l’abbandono? Abbandonare un luogo non significa negarne l’esistenza, anzi, talvolta è proprio il suo apparente oblio a renderlo speciale.

Per il secondo anno di seguito il gruppo Luoghi e Visioni è stato in visita ad Aliano, questa volta in compagnia del musicista Enzo Fina, per proiettare il documentario prodotto da Meditfilm “L’ultimo temporale”, un lavoro in cui si è dato molto spazio al paesaggio in tre sensi differenti: paesaggio naturale, paesaggio culturale e paesaggio sonoro.

Ad Aliano guardare un film, ascoltare un suono o semplicemente ammirarne uno scorcio, ha fatto parte della stessa esperienza: l’esperienza dell’abitare. Abitare nel senso di vivere, vivere lo spazio e vivere il tempo.

Per qualcuno Aliano resterà sempre il paese di confino di Carlo Levi, per altri rappresenta i simbolo di un triste e incomprensibile abbandono del Meridione d’Italia, per altri ancora rappresenta il luogo di una rinascita, di un riscatto.

Un luogo non è unico, ma conserva in sè una molteplicità di significati, tanti quante sono le persone che scelgono di dedicargli un pensiero intenso.

Una piccola volpe si avventura tra la folla, un uomo scruta l’orizzonte, un suono riecheggia tra i vicoli. Questa è Aliano nell’agosto 2016, vista e fotografata dal gruppo Luoghi e Visioni.

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