Di canti e di lavoro

La cultura di un luogo è anche il risultato di tutte le attività umane che una comunità ha condotto sul territorio nel corso dei secoli. Questa memoria collettiva, se non adeguatamente salvaguardata, rischia di andare perduta e, con essa, anche un pezzo della nostra comune identità.

La ricerca sugli antichi mestieri nella comunità di Zollino è stata animata da queste convinzioni ed è stata finalizzata alla raccolta di materiale fotografico e documentaristico di particolare interesse storico, antropologico e culturale. Allo stesso modo si è voluto mettere a fuoco il tema dei canti di lavoro, testimonianze orali non solo delle problematiche e delle necessità legate a specifiche mansioni, ma anche delle passioni e dei sentimenti che i nostri avi sentivano nella loro vita quotidiana.
Coloro i quali hanno permesso di portare a termine la ricerca, sono stati gli anziani del paese, veri e propri custodi della memoria che, aprendo i loro cassetti e mettendo a disposizione le loro vecchie fotografie, hanno reso possibile la condivisione di tali importanti testimonianze.
Il risultato è una raccolta fotografica confluita in una mostra, che restituisce al visitatore il riflesso di un mondo scomparso ed uno spaccato della vita di Zollino; alla mostra si affianca il documentario “Mareverde: racconti di una stagione perduta” in cui di possono osservare frammenti di materiale audiovisivo raccolti durante il lavoro di ricerca.
Le fotografie documentano un lasso di tempo che va dal 1908 ai primi anni ’90: dunque ottanta anni di storia della comunità zollinese.
Passando in rassegna questi preziosi documenti, il paese si rianima di tabacchine, sarte, contadini, ma anche muratori e operai edili che hanno contribuito a dare a Zollino il suo attuale aspetto: protagonisti di un’epoca ormai passata, ma senza la quale il paese e noi stessi non saremmo quello che siamo diventati.
La foto di copertina è di Antimino Pellegrino, storico fotografo di Zollino e grande interprete dei canti di passione in lingua grika.

Da questo percorso di ricerca nasce dunque il documentario Mareverde, un racconto audiovisivo sul mondo del tabacco, dalla dimensione prettamente agricola a tutti i rapporti sociali che caratterizzavano questa epoca storica.

Un ulteriore contributo scientifio scaturito da questa esperienza è il saggio “Gli ultimi contadini” a cura di Francesca Casaluci, nel quale si mettono in luce ulteriori aspetti antropologici legati a questa “stagione perduta”.

 

 

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